aprile 20, 2009

IL CAUCASO OCCIDENTALE - IL TAPPETO KAZAK


caucaso

Non so quanti autorevoli esperti ed estimatori di tappeti caucasici abbiano tentato di catalogarli secondo i canoni classici, ma e’ stata un’impresa certamente ardua in quanto la tipologia dei tappeti di queste regioni sfugge ad ogni analisi oggettiva ed ecco che disegni ed impianti tipici di una localita’ ricompaiono in villaggi posti a centinaia di chilometri.

Questo e’ dovuto principalmente al fenomeno del nomadismo , tipico di quelle popolazioni : studiosi come LATIF KERIMOV e ULRICH SCHURMANN hanno tentato di mettere un po’ d’ordine , ma anche se i loro testi sono curati con una ricca nomenclatura, purtroppo alcune lacune o diversita’ di opinioni si riscontrano.

Tenuto conto di queste considerazioni , forse l’analisi piu’ corretta e’ quella espressa
da Barry o’ Connel quando ritiene che il nome della tribu’ o l’idioma parlato, siano gli elementi essenziali per l’attribuzione dei tappeti ( su questo argomentazione abbiamo gia’ trattato in diversi post).

Comunque per semplificare la questione, possiamo tentare una suddivisione in aree geografiche, sempre tenendo conto delle considerazioni fatte.

Iniziamo a trattare il CAUCASO OCCIDENTALE ed e’ in questa area consideriamo principalmente il TAPPETO DI KAZAK.

A questa tipologia si attribuiscono tappeti annodati principalmente nel 19° secolo fino ai primi decenni del 1900 ( possiamo considerare il periodo fino agli anni 20/30 in quanto, anche se i puristi ritengono che il periodo termini al periodo della RIVOLUZIONE RUSSA , e’ mia opinione che anche negli anni immediatamente successivi la produzione non sia mutata in maniera decisa e definitiva), ma inizialmente non vennero apprezzati in quanto contrariamente ad alcune lavorazioni caucasiche fini ( vedi i KARABAGH) i Kazak evidenziavano un’annodatura piu’ grossolana con rasatura alta.

karabagh

Si e’ parlato molto della derivazione del nome KAZAK , ma di questo abbiamo gia menzionato in altro post: adesso riscontriamo principalmente che vennero ( parliamo sempre di produzioni relative all’epoca citata) annodati in un’area compresa tra i villaggi di AKHALTSYKH, TBILISI, ed EVIRAN e furono manufatti da popolazioni ARMENE - GEORGIANE - TURKMENE ed AZERE.

Rappresentano tipologie differenti nei disegni che non hanno avuto grosse evoluzioni stilistiche caratterizzate sempre da grande vivacita’ nei colori e nell’utilizzo di lane di grande qualita’ particolarmente adatte all’assorbimento di quei colori vivaci ed intensi.

Il principale colore di fondo e’ il rosso vivo estratto dalle radici di robbia , anche se rintracciamo l’utilizzo del blu scuro e del bianco avorio.

Gli schemi riportano disegni geometrici stilizzati e spesso si risente dell’influenza dell’estetica Selgiuchide e Anatolica: dobbiamo pensare che molti inseriscono la provincia di KARS ( ANATOLIA ORIENTALE) come area di produzione dei Kazak.

Le dimensioni degli annodati non sono notevoli( parliamo sempre di tappeti d’epoca) con concentrazione di circa 1000 nodi per decimetro quadrato ( spesso quelli fini georgiani li superano).

Le tipologie dei disegni sono varie ma, sia nell’impianto centrale che nelle bordure, sono sempre geometriche e stilizzate : la gamma dei colori utilizzati e’ notevole andando dal blu , al verde, giallo, nero, beige e , generalmente tutti di origine naturale.

Sono interamente in lana e fra le tipologie piu’ importanti annoveriamo i KAZAK KARACHOP, LORI-PAMBACK, SEVAN,SHULAVER ecc. la cui tipologia specifica e’ d evidenziare con singoli articoli che esulano da questa trattazione di carattere generale.

KAZAK BORDJALU


I Kazak degli anni 40/50 , di buona qualita’ ed impianti, sono da considerare intermedi fra quelli con caratteristiche di ANTICO ( fino agli anni 20/30) e quelli moderni che, utilizzano anche il cotone e rayon , e sinceramente non posso sapere se ancora vengono annodati in quei luoghi, viste le grandi imitazioni indiane ecc.

Un articolo sul collegato INFOTAPPETI informa che attualmente nell’Azerbaijan Caucasico si sta riscoprendo la tradizione antica dei tappeti della zona utilizzando tecniche, impianti e, soprattutto, colori naturali tipici di epoche passate. Speriamo che anche nel Caucaso Occidentale, superato il problema Georgia, si possa iniziare una operazione similare che, anche se ai tempi d’oggi, potrebbe far rinascer il vero fascino dei Kazak di altri tempi. La speranza non muore mai…..



KAZAK KARACHOP

Pubblicato su Tappetimagazine il 20/4/2009
foto da Spongobongo

4 commenti:

Kailash ha detto...

Ecco Freddy, forse questo articolo è l'ennesima conferma del perchè forse il blog non va. Si continuano a postare argomentazioni affrontate con troppa superficialità e scusa se te lo dico. Ad esempio sul testo di J. Eskenazi si trova già tutto e molto ben documentato, se sfogli qualche numero di Hali o anche di Ghereh, trovi notizie in abbondanza, senza citarti decine di altri testi, e Kerimov e Schurmann per fortuna sono esistiti, altrimenti si sarebbe ancora ai tempi della pietra, e a tutt'oggi ciò che essi hanno studiato, scritto e lasciato trova pochi pari. Hanno gettato le basi, le fondamenta, che sono state ampliamente usate per altri studi affascinanti. E' per quello che io mi astengo dallo scrivere, trovo molto ma molto di più in testi, riviste, girovagando a mostre, aste, mercanti ecc. e se non riusciamo ad essere alternativi o a dire qualcosa di diverso, forse la gente che ci legge prima o poi si stanca e preferisce leggere un bel libro o una bella rivista specializzata per trovare qualcosa di più.
Questa non vuole esser per nulla una polemica, ma forse bisogna rifletterci, ed inserire tappetimagazine in un forum come infotappeti forse aiuterà a creare maggior consapevolezza critica.
Ciao.
Ciao.

freddy ha detto...

Kaylash tu hai perfettamente ragione, ma devi comprendere che i miei sono piccoli spunti per i neofiti altrimenti se non si inizia cosi' e si entra subito sullo specifico e particolareggiato, come su Infotappeti, i principianti non ci seguono.E' da queste prime piccole notizie che spero si appassionino e finiscano con il comprare, ovviamente validissimi, testi ove approfondire la materia. Io la penso come te, ma bisogna discernere sullo specialistico estremo e le prime nozioni da girare ai novizi. Comunque io sono contentissimo della unione ed era molto tempo che volevo caldeggiarla. Un abbraccio da Freddy

Alberto D. ha detto...

Mah! anch'io sono esterefatto, e non tanto per la superficialità degli articoletti (a cui ormai mi ci sono abituato), quanto per l'indelicatezza del momento! Voglio dire, stiamo costruendo un dibattito attorno a cosa fare e diventare e poi un coautore pubblica uno scritto facendo scendere in scaletta l'argomento?
Aq uesto punto sono costretto a chiedere atutti di non scrivere nulla fino alla prossima imminente trasformazione del magazine che avverrà entro e non oltre venerdì 24 aprile. Grazie.

paolo ha detto...

Personalmente credo che i magazine, blog e forum debbano andare nella direzione dell'approfondimento.
Il neofita ha sicuramente modo di iniziare la sua documentazione leggendo libri facilmente reperibili in commercio.
Avvertirà poi la necessità di andare oltre: verificare tra informazioni discordanti, imparare cose non presenti in genere sui libri, essere aggiornato sugli andamenti del mercato e sulle news da parte degli studiosi,...
Per questo chi si propone ad un pubblico di "giovani", e a maggior ragione di esperti, deve proporre qualcosa che sia inequivocabilmente documentato indipendentemente dalle conclusioni personali dell'autore.
Ancora saluti a tutti.